Lista dei suonatori delle quattro province


Luigi Agnelli, il Rosso (1930)

Pifferaio di Costiere di Coli (Val Trebbia - Piacenza), attivo dall'età di 15 anni. Ha tramandato il repertorio di Angelo Tagliani, detto Giolitti. Ha appreso la tecnica dal fratello, Giovanni Agnelli, detto Giuvanén. Il sentimento e la passione che esprime nelle sue esecuzioni, anche vocali, si traducono in una resa sonora efficace, brillante e personale. Durante la sua lunga esperienza ha collaborato con molti fisarmonicisti: Dante Tagliani, Nino Galli di Ottone, Silvio Tagliani, Franco Guglielmetti. Possiede un piffero Cicagna costruito dall'artigiano Nicolò Bacicalupo, detto U Grixiu.


Erminio Alborghetti (1964)

Pifferaio di San Bartolomeo di Ottone (Val Trebbia - Piacenza), attivo dal 1978. Il forte attaccamento alla propria terra ed alla sua gente lo ha portato, giovanissimo, ad avvicinarsi alle tradizioni musicali dell'Appennino e a dedicarsi allo studio del piffero. Il suo stile fa riferimento all'ormai scomparso Stinolo di Rovagnolo. Si è occupato di socumentare il repertorio tradizionale attraverso registrazioni audio durante le feste. Suona un piffero costruito da Giovanni Agnelli, detto Ciòmb.


Emilio Angiolini (1955)

Fisarmonicista di Musigliano (Val Curone - Alessandria), attivo dagli anni 70. Il suo modo di suonare - dallo stile di Giuseppe Dallocchio, detto Pinotto - é stato influenzato dalle feste da ballo, animate dalla celebre coppia composta da Ernesto Sala e, appunto, Pinotto.


Massimiliano Bernini (1964)

Suonatore di piffero di Cella di Varzi (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1983. Riconosce Ettore Losini, Bani ed Ernesto Sala come i suonatori più importanti per la sua formazione stilistica. Cresciuto in una famiglia di canterini tradizionali, coltiva da sempre la passione per il ballo e per la festa. Ha suonato in coppia con Primo Callegari, Emilio Angiolini e successivamente con Giacomo Davio, detto Mini. Suona un piffero costruito dall'artigiano Ettore Losini,Bani.


Franco Brignoli, Barbetta (1947)

Pifferaio di Varzi (Valle Staffora - Pavia), attivo dagli anni 60. Nipote del grande pifferaio Domenico Brignoli, detto Il Picco, é stato allievo di Ernesto Sala. Raffinato esecutore del "vecchio" repertorio, ha elaborato uno stile ricco di tutti gli elementi tipici della più alta scuola tradizionale. Il suo suono, intenso e struggente, esprime pienamente i valori di una tradizione che gli appartiene. Ha collaborato con diversi etnomusicologi e ricercatori, ed è un punto di riferimento per le più giovani generazioni di suonatori. È stato accompagnato dal diversi fisarmonicisti, tra i quali Dante Tagliani e Giacomo Davio, dettoMini. Suona un piffero Cicagna costruito dall'artigiano Nicolò Bacicalupo, detto U Grixiu.


Pino Brignoli (1926)

Pifferaio di Cegni (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1945. Nipote di Giacomo Sala, Jacmòn. Cresciuto nella casa del nonno ha vissuto quotidianamente l'esperienza del suonatore. Ha conosciuto e suonato con: Cinto, Baciunéin , Rampéin, Doro, Bortumléin, Siveròn, formando coppia stabile con Driòtto fino al 1960.


Giacomo Davio, Mini (1922)

Fisarmonicista di Montacuto (Val Curone - Alessandria), attivo dalla seconda metà delgli anni '30. Per la sua formazione stilistica è stata fondamentale la figura del fisarmonicista Enrico Agosti. Il suo stile, sobrio ed espressivo, ha influenzato le nuove generazioni di suonatori. Alcuni elementi stlistici che caratterizzano il suo repertorio sono diventati infatti patrimonio comune di molti giovani fisarmonicisti. Importante suonatore, ha accompagnato pifferai di generazioni diverse: da Jacmòn a Pino di Colombassi; da Ernesto Sala a Franco Brignoli, Barbetta; da Stefano Valla a Fabrizio Ferrari. Ha animato un numero infinito di feste da ballo ed ha parteciato - insieme ad Ernesto Sala, Franco Brignoli, Barbetta e Stefano Valla - a diverse manifestazioni e concerti in tutta Italia. Suona una fisarmonica a bottoni costruita a Stradella.


Andrea Sala, Driotto (1918)

Fisarmonicista di Cegni (Valle Staffora - Pavia), attivo dagli anni '30. È cresciuto musicalmente a contatto con i più grandi pifferai del secolo: Giacomo Sala, Jacmòn, ed Ernesto Sala. Lo stile esecutivo è quello legato alle storiche figure di Baciunéin di Negruzzo e Severino di Bruggi. Ha suonato in coppia con il pifferaio Pino Brignoli, nipote di Jacmòn, con il quale ha animato numerose feste. Sospesa l'attività di suonatore negli anni '50, ha però continuato ad interessarsi di musica tradizionale. La sua passione per la musica e per la danza, ereditata dal nonno Cristoforo e dal fratello Fino, ha contribuito a mantenere vivo l'interesse per questo patrimonio. Organizza ogni anno ad agosto la manifestazione folkloristica del Carnevale bianco di Cegni. Suona una fisarmonica cromatica a piano costruita a Stradella.


Dante Tagliani (1927)

Fisarmonicista di Feligara (Pavia), attivo dal 1940. Uomo di grande personalità, esprime il suo temperamento stilistico mediante una esecuzione sicura, ricca di abbelimenti ed articolazioni di grande effetto. Alla sua formazione ha contribuito lo studio della tecnica esecutiva più classica, che unita alla prassi di acompagnamento del piffero dà origine a uno stile di rara efficacia. Ha suonato con i più grandi suonatori di piffero, della vecchia generazione e della nuova. In particolare ha acompagnato Giolitti di Colleri, Ernesto Sala, Luigi Agnelli, Franco Brignoli, Stefano Valla, avvicinando all'attività di suonatori molti giovani neofiti. Ha collaborato come "informatore" con gli etnomusicologi che si sono occupati della tradizione musicale dell'Appennino Pavese (in particolare ricordiamo le registrazioni di Bruno Pianta per l'Ufficio Cultura del Mondo Popolare della Regione Lombardia). Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Andreino Tamburini (1947)

Fisarmonicista di Salogni (Val Curone - Alessandria), attivo dal 1971. Il suo stile di accompagnamento si ispira alla storica figura di Giuseppe Dallocchio, detto Pinotto, che considera il suo maestro. Conosce la tecnica vocale di imitazione delle melodie da piffero. Pur non avendo un compagno abituale ha accompagnato diversi pifferai: Franco Brignoli, Stefano Valla, Fabrizio Ferrari. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Dino Zanardi (1970)

Suonatore di piffero proveniente da Alpe di Gorreto (Val Trebbia - Piacenza), attivo dai primi anni '90. La passione per il ballo e per il canto lo ha portato allo studio della musica da piffero. Apprende il repertorio tradizionale da Stefano Valla ed ha come punti di riferimento suonatori oggi non più attivi, in particolare Andrea Zanardi ed il fisarmonicista Nito. Suona un piffero costruito dall'artigiano Ettore Losini, Bani.


Elio Buscaglia (1963)

Fisarmonicista attivo dagli anni '80. È cresciuto a Cegni, a stretto contatto con il grande pifferaio Ernesto Sala ed Andrea Sala. Fa parte della generazione di musicisti che hanno portato nuova energia alla musica tradizionale, garantendone la continuità e la rinnovata funzione. Inizia a suonare negli anni '80. Con il pifferaio Daniele Ferrari, abituale compagno, anima numerose feste tradizionali della zona. Alla fine degli anni '80, insieme a Roberto Ferrari è stato invitato negli Stati Uniti, ad animare "feste da ballo" per le comunità italiane di origine appenninica. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Daniele Ferrari (1977)

Pifferaio di Santa Margherita Staffora (Valle Staffora - Pavia), attivo dalla seconda metà degli anni '80. Inizia la sua attività giovanissimo, sotto la guida di Stefano Valla. Già a nove anni è protagonista delle feste tradizionali. Attualmente suona in coppia con il fisarmonicista Elio Buscaglia. Usa un piffero antico, probabilmente proveniente da Cicagna.


Cesare Campanini (1978)

Fisarmonicista di Pey (Val Boreca - Genova), attivo dal 1996. Si è formato alla scuola di Stefano Valla. Suonatore giovane e di rare doti comunicative, sa interpretare con ironia e freschezza i ruoli strumentali e vocali di questa tradizione. Inizia la sua attività a fianco del pifferaio Massimo Perelli e collabora con i gruppi Voci del Lesima


Massimo Perelli (1967)

Pifferaio di Pradelle di Zavattarello (Val Tidone - Pavia), attivo dal 1993. Inizia la sua formazione alla scuola di Stefano Valla. Con il fisarmonicista Cesare Campanini, sta elaborando un percorso stilistico misurato sui tratti sonori della "vecchia" tradizione. Il suo stile esecutivo è limpido e coinvolgente. Oltre alla passione per la musica tradizionale, si interessa anche alle tecniche di costruzione artigianale del piffero. In particolare ha analizzato e studiato il metodo di costruzione delle ance (musotto). Suona un piffero costruito dall'artigiano Romerò, copia di un Cicagna.


Piercarlo Cardinali (1954)

Suonatore di "müsa" della Val Trebbia (Piacenza), suona con il gruppo I Musetta dal 1988. Ha riproposto, grazie allo studio del costruttore Ettore Losini, Bani le sonorità della müsa (cornamusa appenninica). Ha sviluppato un lavoro di ricerca e di utilizzo di questo strumento che ha accompagnato il piffero fino ai primi decenni del secolo, quando fu sostituito dalla fisarmonica. Possiede una müsa costruita da Ettore Losini, detto Bani.

Ettore Losini, Bani (1951)

Pifferaio di Bobbio (Val Trebbia - Piacenza), attivo dal 1976. Suonatore che ha in Giuvanèn (il suonatore per eccellenza della Val Trebbia), in Luigi Agnelli ed in Giolitti di Colleri i suoi punti di riferimento. Con il suo suono brillante ed energico, sa trasmettere allegria ed entusiasmo alle feste. Accanto all'attività di suonatore ha sviluppato quella di costruttore di pifferi e "muse" appenniniche, permettendo a numerosi giovani della zona di cementarsi nella pratica strumentale. Ha collaborato con diversi ricercatori e studiosi di musica tradizionale. Ha suonato con molti fisarmonicisti, tra i quali: Dante Tagliani, Franco Guaglielmetti , Silvio Tagliani, detto Silva. Suonatore tra i più attivi sul territorio ha portato la sua attività oltre i confini nazionali. Fa parte del gruppo I Musetta. Suona un piffero costruito nel suo laboratorio artigianale.


Attilio Rocca, Tilión(1934)

Suonatore di fisarmonica della Val Trebbia, attivo dal 1950. Ha elaborato nel tempo uno stile personalissimo,che si accorda perfettamente a quello del compagno Ettore Losini, Bani, con il quale ha formato negli anni '70 il gruppo de I Musetta. Le sue fantasiose capacità esecutive e la sua proverbiale ironia ne fanno un personaggio unico ed apprezzato da tutti. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Marino Castelli (1973)

Suonatore di piffero di Pratolungo (Pavia), attivo dagli anni '90. Ha animato diverse feste in coppia stabile con il fisarmonicista Silvio Tagliani, Silva. Il suo riferimento stilistico è Ettore Losini, Bani. Suona un piffero proveniente da Cicagna, apprtenuto al pifferaio Agostino Porrè, Stinolo. Attivo come pifferaio della tradizione popolare, è musicista impegnato anche in altri contesti come virtuoso della fisarmonica.


Silvio Tagliani, Silva (1919)

Suonatore di fisarmonica di Brallo di Pregola (Pavia), attivo dagli anni '40. Si è formato come fisarmonicista solista alla scuola del maestro Bernè di Stradella. Ha accompagnato pifferai storici che hanno segnato il repertorio della musica tradizionale dell'Appennino come Giolitti, Jacmon, Fiorentin ed Ernesto Sala. Suona ancora oggi con il giovane pifferaio Marino Castelli . Suona una fisarmonica cromatica a piano proveniente da Castel Fidardo.


Marco Domenichetti (1975)

Pifferaio di Negruzzo (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1990. Cresce alla scuola di Stefano Valla, elaborando una tecnica raffinata che gli consente esecuzioni particolarmente ricche e personali. Buon conoscitore del repertorio da piffero e del canto tradizionale, studia flauto barocco seguendo ed affinando la passione per la musica antica. È attualmente impegnato nello studio di linguaggi musicali tradizionali di differente origine. Ha collaborato con il gruppo francese Une Anche Passe. È attivo sul territorio in coppia con il fisarmonicista Daniele Scurati. Suona un piffero costruito dall'artigiano Romerò di Tolosa, copia di un Cicagna.


Daniele Scurati (1973)

Fisarmonicista cresciuto musicalmente a Cegni (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1990. Parallelamente agli studi classici, elabora sotto la guida della coppia Valla - Guglielmetti uno stile esecutivo particolarmente energico che arricchisce attraverso uno studio attento, alla ricerca di soluzioni armoniche personali.Compagno abituale di Marco Domenichetti, con il quale ha pubblicato Persentieri di festa (Robi Droli ). Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Stefano Faravelli, Stefanino (1975)

Pifferaio di SAnta Margherita Staffora (Valle Staffora - Pavia), attivo dalla seconda metà degli anni '80. Inizia giovanissimo, affermandosi per le sue capacità esecutive e diventando uno dei suonatori più attivi dell'ultima generazione. Forma coppia stabile con il fisarmonicista Giampaolo Tambussi con il quale ha inciso Duma int el balu, edito dalla casa discografica Robi Droli . I suoi riferimenti stilistici sono il pifferaio Stefano Valla ed Andrea Domenichetti, detto Taramla. Suona un piffero costruito dall'artigiano Romerò di Tolosa, copia di un Cicagna.


Giampaolo Tambussi (1957)

Fisarmonicista di Sala, frazione di Santa Margherita Staffora (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1990. La passione per la fisarmonica arriva dal padre Angelo, mentre le basi tecniche vengono apprese da Giacinto Callegari,fisarmonicista particolarmente apprezzato per le sue capacità solistiche. La passione per la musica tradizionale nasce frequentando le feste animate da Ernesto Sala, Dante Tagliani e Franco Brignoli, detto Barbetta. Di partcolare importanza è stata l'amicizia con Andrea Domenichetti, detto Taramla, che ha influenzato il suo stile. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Roberto Ferrari (1965)

Pifferaio di Menconico (Valle Staffora - Pavia), attivo dagli anni '80. Il suo riferimento stilistico è il grande pifferaio Ernesto Sala. Attualmente fa parte del gruppo formato da Claudio Rolandi (fisarmonica) e Fabio Zanforlin ("müsa"): I Suonatori e ballerini di Menconico. È uno dei protagonisti del rinnovato interesse per i suoni della tradizione. Ha uno stile che ripropone sonorità decise e brillanti. Ha collaborato con diversi ricercatori ed etnomusicologi. Alla fine degli anni '80 è stato invitato con Elio Buscaglia negli Stati Uniti, per animare "feste da ballo" per le comunità italiane di origine appenninica. La sua passione non si limita alla prassi esecutiva, ma riguarda anche gli aspetti tecnici della costruzione artigianale degli strumenti musicali. Suona un piffero costruito dall'artigiano Romerò di Tolosa, copia di un Cicagna.


Claudio Rolandi (1968)

Fisarmonicista di Menconico (Valle Staffora - Pavia), attivo dai primi anni '80. Suonatore dotato di un'ottima tecnica esecutiva. Formatosi come fisarmonicista da liscio, si è poi avvicinato alla musica tradizionale grazie a Roberto Ferrari, con il quale ha animato diverse feste nella zona. Con il gruppo I Suonatori e ballerini di Menconico si impegna a valorizzare il patrimonio musicale tradizionale. Ha collaborato con diversi pifferai e fa parte anche del gruppo Oltregiogo. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Fabio Zanforlin (1967)

Suonatore di "müsa" di Menconico (Valle Staffora - Pavia), attivo dagli anni '80. Affascinato dall'antico e magico suono della cornamusa, costruisce con Roberto Ferrari il proprio strumento. Si dedica all'accompagnamento del piffero attraverso lo studio della "müsa", riproponendo le forme stilistiche dello strumento che venne storicamente sostituito dalla fisarmonica. Suona una cornamusa costruita nel proprio laboratorio artigianale.


Fabrizio Ferrari (1973)

Suonatore di piffero di Canova (Valle Staffora - Pavia), attivo dalla seconda metà degli anni '80. Ha iniziato giovanissimo confrontandosi con l'ambiente delle feste e rendendosi riconoscibile per lo stile, particolarmente espressivo. Il suo riferimento stilistico è il grande pifferaio Ernesto Sala. Ha suonato con molti tra i fisarmonicisti più anziani: Cinto e Primo Callegari, Giacomo Davio, detto Mini , Silvio Tagliani, detto Silva, con i quali ha animato numerose feste della zona. Suona un piffero costruito da Ettore Losini, Bani.


Guido Albertocchi (1935)

Suonatore di Rosara (VAlle Staffora - Pavia), attivo dagli anni '50. Formatosi come suonatore solista, si è avvicinato all'accompagnamento della musica da piffero suonando occasionalmente con Luigi Agnelli, animando diverse feste tradizionali. Ha collaborato con Massimo Perelli e ultimamente suona in coppia con Fabrizio Ferrari. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Stefano Valla (1962)

Pifferaio di Cegni (Valle Staffora - Pavia), attivo dal 1981. Allievo degli storici musicisti e pifferai della zona: Andrea Domenichetti, detto Taramla, Ernesto Sala e Franco Brignoli, detto Barbetta. Si è dedicato a tempo pieno a questa attività dal 1988, animando un grande numero di feste sul territorio. Ha tenuto concerti in Italia ed all'estero. Fondatore del gruppo I suonatori delle Quattro Province. Fa parte, dal 1990 del gruppo francese Une Anche Passe. Si occupa anche del canto polivocale tradizionale. Ha collaborato con musicisti di formazione classica e jazzistica, come Umberto Petrin e Gianni Coscia. Insegna musica popolare presso la Società dell'Accademia di Voghera. Suona con un piffero Cicagna costruito dall'artigiano Nicolò Bacigalupo, detto U Grixiu e con una copia costruita dall'artigiano Romerò di Tolosa.


Franco Guglielmetti (1960)

Fisarmonicista di Pradovera (Val Trebbia - Piacenza), attivo dal 1975. Inizia la sua attività a fianco di Ettore Losini, Bani e di altri pifferai della Val Trebbia. Dai primi anni '80 costituisce una coppia stabile con il pifferaio Stefano Valla, con il quale approfondisce lo studio del "vecchio" repertorio tradizionale, ottenendo riconoscimenti anche a livello internazionale. Una particolare energia ed un grande senso del ritmo caratterizzano le sue esecuzioni. Fa parte del gruppo I suonatori delle Quattro Province.Oltre ad animare numerose feste sul territorio, ha tenuto concerti in Italia e nel resto d'Europa. Suona una fisarmonica a piano costruita a Stradella.


Andrea Masotti (1963)

Suonatore di cornamusa di Genova, attivo dalla seconda metà degli anni '80. La sua formazione di chitarrista classico ha permesso al gruppo de I suonatori delle Quattro Province di sperimentare arrangiamenti innovativi. Autore di una ricerca stilistico-esecutiva mirata a ricostruire l'accompagnamento della musica da piffero in rinnovata funzione. Suona una cornamusa costruita dall'artigiano Ettore Losini, Bani.